Una grande sagoma di gallo nero in metallo su un basamento rosso, su una terrazza panoramica di Radda in Chianti affacciata sulle colline boscose sotto un cielo azzurro
Una grande sagoma di gallo nero in metallo su un basamento rosso, su una terrazza panoramica di Radda in Chianti affacciata sulle colline boscose sotto un cielo azzurro. Foto: Anna.Massini · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Oggi il nome Chianti fa pensare subito al vino, ai filari ordinati e alle colline dorate di settembre. Ma prima di diventare una delle terre del vino più celebri al mondo, il Chianti è stato una frontiera: una fascia di colline boscose contese tra due grandi potenze medievali, Firenze e Siena. Per difendere e governare questo territorio nacque la Lega del Chianti, e Radda ne fu per secoli il capoluogo. Conoscerne la storia aiuta a leggere il paesaggio con occhi diversi: ogni torre, ogni castello, ogni borgo murato sul crinale racconta quel passato di confine.

Tre terzieri contro un nemico comune

Già intorno alla metà del Duecento la Repubblica di Firenze aveva organizzato il proprio contado in leghe, unioni di comunità rurali chiamate a difendersi a vicenda in caso di guerra. Quella del Chianti assunse un ruolo particolare, perché si trovava proprio sul confine con Siena. Il territorio era diviso in tre terzieri: Castellina, Radda e Gaiole, gli stessi tre comuni che ancora oggi formano il cuore del Chianti senese.

Ogni terziere riuniva a sua volta i popoli, piccole comunità rurali con un proprio statuto. Lo statuto più antico della Lega giunto fino a noi risale al 1384, e un nuovo statuto del 1415 confermò Radda come sede della Lega. Qui risiedeva il podestà, il magistrato inviato da Firenze per amministrare la giustizia e governare il territorio.

Il confine tra Firenze e Siena

Essere terra di confine significava vivere in uno stato di allerta quasi permanente. Il Chianti si riempì di castelli, rocche e borghi fortificati, e le sue colline furono attraversate più volte dagli eserciti. Uno dei momenti più duri arrivò nel 1478, durante la guerra che seguì la congiura dei Pazzi: le truppe aragonesi e senesi devastarono il territorio, e a Radda il Palazzo del Podestà fu quasi distrutto. Dopo quegli anni le mura del borgo vennero rafforzate, in un cantiere che proseguì fino all'inizio del Cinquecento.

Tutto cambiò a metà del Cinquecento, quando Siena cadde e il suo territorio entrò nello stato mediceo. Il confine non esisteva più, e la Lega del Chianti perse la sua funzione militare, sopravvivendo come semplice circoscrizione amministrativa. Fu il granduca Pietro Leopoldo di Lorena a sopprimerla nel 1774, dividendo il territorio nei tre comuni che conosciamo ancora oggi.

Il Gallo Nero: dalla Lega al vino

Lo stemma della Lega era un gallo nero su campo d'oro. Intorno a questo simbolo è fiorita una leggenda che in Chianti tutti conoscono. Si racconta che Firenze e Siena, stanche di combattere, decisero di fissare il confine con una sfida: all'alba, al primo canto del gallo, un cavaliere sarebbe partito da ciascuna delle due città, e il punto in cui si fossero incontrati avrebbe segnato la frontiera. I senesi scelsero un gallo bianco, ben nutrito; i fiorentini un gallo nero, tenuto a digiuno e al buio. Affamato, il gallo nero cantò molto prima dell'alba, e il cavaliere fiorentino poté percorrere tanta strada da incontrare il rivale a poca distanza da Siena. Così, secondo la leggenda, quasi tutto il Chianti finì sotto Firenze.

Leggenda a parte, il gallo nero della Lega è sopravvissuto ai secoli. Quando nel 1924 i produttori della zona fondarono il loro consorzio, scelsero proprio l'antico simbolo della Lega, che ancora oggi, in forma rinnovata, distingue le bottiglie di Chianti Classico.

Il Palazzo del Podestà di Radda

Il luogo dove questa storia si tocca con mano è il Palazzo del Podestà di Radda, nel cuore del borgo. Sorto nel primo Quattrocento e quasi distrutto durante la guerra del 1478, conserva il portico originario, mentre il piano superiore fu aggiunto nel Settecento. La sua facciata è un libro di storia a cielo aperto: vi sono murati decine di stemmi in pietra e in terracotta invetriata, lasciati dai podestà che si sono succeduti nei secoli, spesso accompagnati dal nome e dall'anno del mandato. Sotto la loggia si trova anche lo stemma di Francesco Ferrucci, il celebre capitano fiorentino che fu podestà di Radda nel 1527 e a cui è dedicata la piazza.

Vale la pena fermarsi qualche minuto a osservarli uno per uno: leoni rampanti, bande, gigli, croci, ognuno racconta una famiglia fiorentina e un pezzo della storia del Chianti.

Sulle tracce della Lega

Ripercorrere i tre terzieri è un modo bellissimo per scoprire il territorio: Castellina con la sua rocca, Radda con il Palazzo del Podestà e i resti delle mura, Gaiole con i castelli sparsi tra i boschi. Da La Petrosa, a Colle Petroso, Castellina è a circa 6 km e il borgo di Radda a circa 15 minuti d'auto: in una sola giornata si può attraversare il cuore dell'antica Lega e rientrare in villa per la sera, quando le colline del Gallo Nero si accendono degli ultimi colori del tramonto.

Il Chianti Classico dalla porta di casa

Una villa intera ricavata da un autentico casale toscano del XVII secolo, tra le colline e i vigneti di Radda in Chianti, con giardino, piscina privata e sei balconi.